Shiatsu, un mezzo per affrontare la crisi. Articolo di Attilio Somenzi. Metodo MC

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IL TRATTAMENTO SHIATSU COME MEZZO PER AFFRONTARE LA “CRISI”
articolo di Attilio Somenzi
“LA CRISI DUNQUE , DAL MIO PUNTO DI VISTA, E’ IL SINTOMO, LA MALATTIA E’ LA PERDITA DI VALORI!”

Parlare di crisi significa parlare di società, della politica che la guida e della persona che la vive e conseguentemente dei valori che li dovrebbero permeare…

Anzitutto la politica che per definizione dovrebbe occuparsi della “polis” (fu Aristotele a darne una prima definizione) cioè del benessere della città e della comunità ove il bene di tutti prevale su quello individuale dal punto di vista  educativo, culturale e materiale, da decenni si occupa invece del benessere individuale dei politici stessi e di chi li affianca e sostiene assumendosi la responsabilità di diseducare la popolazione, infatti  potrebbero dire: “ciò che conta è il mio benessere e basta”.

Sono stati pochi i politici che si sono veramente interessati del benessere del cittadino.

La società: con tali esempi continuamente sotto gli occhi, quali valori possono permeare la società come complesso e l’individuo come singolo? Quindi crisi della società. E veniamo ai valori: valori massimi sono diventati prevalentemente  il denaro e il potere, si sviluppano corruzione, mancanza del senso del dovere, l’apparire, il sesso, … , diminuiscono etica e morale fino a quasi scomparire o resistono come vuote parole,

scompare il valore della relazione e del rispetto reciproco e dei rapporti veri interpersonali quali fratellanza, onestà, solidarietà.

Quella relazione cioè che permette di contattare l’altro, di capirlo, di entrare in empatia con lui/lei; invece ci sono solo io, il mio interesse, la mia “pancia”. Se qualcosa non funziona, è sempre colpa dell’altro, nessuno vuole assumersi la sua personale responsabilità.

Pensiamo alla TV, per il 90% sono sdoganate parole impensabili fino a 20-30 anni fa, sono sdoganate baruffe ove ognuno parla e  nessuno ascolta, dove l’insulto, le accuse reciproche e la mancanza di rispetto per l’interlocutore è continuo e pochi intervengono per modificare tale stato di cose.

Nessuno è disposto a rinunciare ai propri privilegi, alle proprie idee …, l’interlocutore diventa il nemico.

Con una società che va in questa direzione la crisi intesa come deterioramento di una situazione, di momento difficile, di sconvolgimento dell’assetto interno della persona … è quindi inevitabile , come detto, la crisi di valori che mette in risalto l’incapacità di relazionarsi, di ascoltare, di rispettare l’altro.

La crisi economica è la conseguenza ultima di questo modo di vivere. Come può un giovane o un adolescente o chiunque altro conoscere valori come la  solidarietà o il rispetto se i cosiddetti “opinion leader” (politici, attori, conduttori tv, giornalisti, rappresentanti della cultura o addirittura delle varie Chiese) ogni giorno insultano, aggrediscono e talvolta bestemmiano? Se lo fanno loro, posso farlo anch’io !!! Sono loro i modelli! Ho dipinto in modo necessariamente superficiale e forse pessimistico uno stato di cose che vivo e che sento quando mi confronto con amici, conoscenti, collaboratori.

La crisi, dunque,è , dal mio punto di vista, il sintomo, la malattia è la perdita di valori.

Riconoscere la malattia è il primo passo per cogliere le opportunità che il sintomo offre. E’ possibile cogliere qs opportunità? Dipende, ci si può lasciare travolgere dalla crisi dando la responsabilità agli altri o ritenendosi incapaci di reagire (depressione, suicidio …, come purtroppo è accaduto) oppure si può capire e riconoscere le nostra responsabilità (ad es. la comodità del “così fan tutti”,”me ne occuperò domani”, “non sono capace”, “non è affar mio”,… ) e cercare e agire il cambiamento.

Prima il nostro individuale, poi favorire quello delle persone vicine e, conseguentemente, potrà iniziare l’allargamento dell’influsso verso gli altri. E qui interviene il significato originale, derivante dal greco, che ci dice che crisi è scelta e significa riflettere, valutare per cambiare e trasformare. 

Ci sono molti gruppi che lavorano al cambiamento, tra questi chi opera con lo shiatsu:
gli operatori, le scuole, la federazione. E vengo dunque allo shiatsu. Quali sono le opportunità che offre lo shiatsu?
Opportunità di lavoro, ma soprattutto opportunità di trasformazione personale e la riscoperta dei valori fondanti della vita. Vediamo come.

Anzitutto bisogna sapere e capire che cos’è lo shiatsu. Molti pensano che lo shiatsu sia un massaggio o addirittura che sia l’agopuntura fatta con i pollici o un micro massaggio o una riflessologia o una terapia o una coccola. Nulla di tutto questo, lo shiatsu non è un massaggio perché scuotimenti, impastamenti, strusciamenti, sfioramenti, … , vestiti, oli, macchinari … non fanno parte dello shiatsu, non è agopuntura perché non usa aghi e i pollici non sostituiscono gli aghi e il trattamento va sull’intero corpo e non solo su alcuni punti, non è micro massaggio perché lo shiatsu esercita una pressione mantenuta costante e sostenente, e non agisce solo su alcuni punti. 

Lo shiatsu è una tecnica corporea a sé, che coinvolge sia chi lo riceve, che chi lo fa o chi lo studia o lo insegna  che coinvolge il modo di vivere, di pensare, di relazionarsi e quindi l’intero corpo/mente di chi agisce lo shiatsu. E’ assunzione consapevole di responsabilità verso se stessi e verso l’altro. E non è un modo di dire.

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Lo shiatsu lavora attraverso pressioni statiche (pollice, palmo, piedi, ginocchia) tese a stimolare l’intero sistema nervoso autonomo e attraverso di esso l’intero corpo. Non esiste shiatsu che non coinvolga nell’ora del trattamento l’intero corpo allo scopo di ottenere un equilibrio generale del corpo/mente. Cosa avviene? Anzitutto rilassamento, poi risposta dei vari sistemi del corpo e quindi aumento delle capacità di rigenerazione e di ripresa del corpo stesso, ma la cosa altrettanto importante è che, lo shiatsu si fa in due, è l’incontro con l’altro, ma soprattutto con se stessi, e lo scambio energetico permette una relazione nuova e consapevole, e permette la presa di coscienza di se stessi e di capire, per chi lo volesse, cause e origine del proprio problema: “a che cosa mi serve?”,”cosa mi impedisce di fare?”, “che cosa mi spinge a fare?”, “perché?”

Noi diciamo che si uniscono i due poli yin e yang, e da questa unione scaturisce coscienza e consapevolezza di sé da cui scaturisce  a sua volta la possibilità della trasformazione personale, primo passo verso l’ autoguarigione a partire dal corpo fisico e “ … risvegliando le capacità di risposta, permette al ricevente, di contattare lo squilibrio dandogli la possibilità di ritrovare in se stesso la forza risanatrice …” (“Lo shiatsu e il pensiero macrobiotico” ).

(Diciamo infatti che (cito sempre lo stesso testo): “… si tratta di una tecnica che si caratterizza, rispetto alle altre, per il fatto di utilizzare una pressione statica che permette di riattivare, a progressivi livelli di profondità, le diverse fasce dell’esistenza della persona (fisica, energetica, psicologia, mentale e spirituale), facendo scaturire il movimento dall’interno in risposta alla staticità della pressione esterna … “. (ibidem).) Questo è molto importante, significa che (a differenza delle altre tecniche manuali) è l’ energia del ricevente ad agire e creare la trasformazione, non è solo l’operatore che lavora e l’altro riceve passivamente.

Quindi coinvolge l’intero corpo/mente/spirito: lo shiatsu è detto perciò “il cuore nelle mani”.

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“ … Si può dire che il trattamento di shiatsu ideale scaturisce, ogni volta, dall’attuale, reale condizione del ricevente: cosi com’è il suo stato di “salute”, così è lo shiatsu che fa per lui …” (ibidem).Lo shiatsu infatti è diverso per ogni persona, non c’è un protocollo valido per ogni tipo di caso.

Quindi shiatsu è, contatto, sostegno, empatia, unità, ascolto e pure relazione, quella relazione è rispetto che, come detto, manca o è latente nella società odierna: è dunque riscoperta dei valori fondanti di una società .

Non dobbiamo cercare, quindi, di fare prediche per costringere l’altro a cambiare, dobbiamo partire cambiando noi stessi, riconoscendo chi siamo, cosa vogliamo, cosa stiamo sbagliando e cosa abbiamo sbagliato, … , ecco l’autoguarigione, e da noi si va verso l’altro e poi, irradiando, verso gli altri e così via e lo shiatsu ci dà questa opportunità, affrontare con nuovi mezzi personali, puliti, consapevoli le difficoltà che stiamo, noi tutti, vivendo. Possiamo dire che lo shiatsu fornisce buone informazioni, buona energia e buon nutrimento.

Lo shiatsu, ripeto, favorisce dunque la trasformazione della propria vita e, ricontattando i valori individuali di collaborazione, relazione, solidarietà, sostegno, rispetto e contatto può influire sulla trasformazione di sé e della società.

Fisieo : “Con la pratica dello shiatsu possiamo quindi agire per stimolare un riequilibrio che interessa simultaneamente sia il corpo fisico che gli aspetti psichici ed emozionali, favorendo lo sviluppo di un nuovo atteggiamento mentale e uno stile di vita in linea con il momento presente. Il movimento energetico compiuto attraverso il trattamento shiatsu permette di attivare la propria vitalità e prendere consapevolezza dei nostri errori! Si sperimenta così un cambiamento verso nuove scoperte e “opportunità”!

Marina 0159

In altre parole “la crisi o il fallimento può diventare l’epicentro di un duraturo cambiamento e forse del ns. trionfo”. Millenial.

Valori: relazione, ascolto, rispetto, contatto, sostegno, empatia, unità, fratellanza, onestà, sicurezza, solidarietà, pace, rispetto, responsabilità Disvalori: denaro, potere, corruzione, mancanza del senso del dovere, sesso, partecipare ad “amici” o “al grande fratello”.

Cito M. Serra “la sottovalutazione dei vincoli sociali e dello spirito di comunità in favore di un “sé” sempre più egemone e sempre più esigente, … se ognuno combatte per sé e solo per sé, e programma la sua vita sulla base delle proprie sole ambizioni, che ne sarà di tutto il resto, della solidità sentimentale, dei vincoli affettivi e della solidarietà?”.

(Articolo di Attilio Somenzi e citazioni da “Lo shiatsu e il pensiero macrobiotico “ di Attilio Somenzi Ed. Shiatsumilano)

 

 

 La crisi secondo Albert Einstein

“Non possiamo  pretendere che  le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione  per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla  notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi  supera sé stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle   persone e delle nazioni  è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il  conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che  è la tragedia di non voler lottare  per superarla.”

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